ETERNAMENTE ROMA: PIU’ A FONDO NELLA STORIA

Sei tappe per un  itinerario alternativo a Roma

Sarò sincero con voi: Roma è la mia città preferita al mondo. Ogni volta che mi capita di tornarci ho un sorriso stampato in faccia: il centro storico è enorme, ma l’adrenalina che sale in me nell’esplorarne tutta la bellezza annulla la stanchezza dei chilometri percorsi. Non serve che io elegga Roma come una delle città culturalmente più floride del mondo: la sua storia lo fa già per lei. Non è necessario neanche che io nomini tutti i capolavori che la nostra Capitale può esibire: i parchi archeologici dei Fori e del Colosseo, le barocchissime basiliche o i musei illustri (come Galleria Borghese o i Musei Capitolini) ne sono la prova. Una città che contiene al suo interno lo Stato Vaticano e la Cappella Sistina, d’altronde, non ha bisogno di presentazioni da parte mia.

Quello che vi offro oggi è lo sguardo di un appassionato che ha visitato la Città Eterna plurime volte: vi presenterò un itinerario che scende sotto la patina dell’iper turistico per svelare o ricordare capolavori che possono andare persi in mezzo a tanta meraviglia, perché sottovalutati, non conosciuti, o ritenuti semplicemente difficili da raggiungere.

Manterrò un equilibrio tra musei, archeologia e chiese, così da restituire, anche in questa piccola fotografia, la complessità e ricchezza dello sterminato patrimonio artistico capitolino.

MUSEO NAZIONALE ROMANO

Siamo appena scesi alla stazione di Roma Termini, pronti a scoprire la prima perla che vi consiglierò oggi.

E’ stato strano per me apprendere come molti turisti non considerino o addirittura non conoscano il Museo Nazionale Romano: uno dei complessi museali archeologici più importanti di Roma.

All’ombra dei Musei Capitolini (anch’essi meravigliosi), si estende per quattro sedi dislocate nel centro storico: queste sono Palazzo Altemps, le Terme di Diocleziano, la Crypta Balbi e Palazzo Massimo alle Terme. In particolare, vi consiglio di visitare quest’ultima sede (situata proprio nei pressi della stazione di Roma Termini), dove possiamo trovare due tra le sculture più rilevanti della classicità: L’Augusto Pontifex Maximus e una copia marmorea del Discobolo di Mirone.

Bastano questi due nomi per qualificare la grandezza di questa straordinaria collezione. 

Se volete approfondire ulteriormente, le Terme di Diocleziano rappresentano un sito archeologico ben conservato e di assoluto livello, che spicca anche per l’esposizione di iscrizioni e reperti funerari, nonché per il suggestivo chiostro (ovviamente postumo)  progettato da Michelangelo.

Interessanti anche gli ultimi due siti: Palazzo Altemps ospita una collezione di statue classiche godibile, mentre la Crypta Balbi racconta la stratificazione urbana di Roma dall’Impero al Medioevo: molto particolare!

Il biglietto è cumulativo, e il mio consiglio spassionato è di sfruttarlo.

Tuttavia, le sedi si trovano in posizioni piuttosto diverse: articolerò il resto del mio itinerario ipotizzando che voi vi troviate ancora a Palazzo Massimo.

BASILICA DI SAN CARLINO ALLE QUATTRO FONTANE

Adesso camminiamo in direzione Quirinale: siamo all’angolo delle “Quattro Fontane”, esattamente a metà strada tra l’omonimo colle e Palazzo Barberini.

E’ qui che sorge una minuscola chiesa, che i romani affettuosamente battezzano “San Carlino”: essa, infatti, potrebbe essere ricompresa in un pilastro di San Pietro. Perché, allora, ve la consiglio? In primo luogo, per l’architetto che l’ha edificata: portare la firma di Francesco Borromini non è certamente cosa comune.

Non solo: stiamo parlando di una delle opere simbolo della produzione romana dell’architetto barocco. La facciata è piena di curvature e l’interno, minuscolo e completamente bianco, pare espandersi in un’armonia di volumi tondeggianti che si incastrano, alternando il corpo centrale a piccole absidi laterali.

L’architettura rappresenta il perfetto esemplificarsi della tendenza barocca a giocare con le forme e le linee, presentando una struttura in continuo dinamismo, che culmina con una cupola a cassettoni ellittica (da notare anche le forme che i cassettoni assumono: ottagoni, esagoni e geometrie complesse rendono l’interno unico).

Per concludere, l’opera presenta anche una certa eleganza, conferita dal bianco che la domina, e che si ritrova nel suggestivo chiostro esterno: una chicca che si contraddistingue per una tranquillità da locus amoenus.

GALLERIA DORIA PAMPHILJ

E’ il momento di imboccare via del Corso, in direzione Piazza Venezia.

Proprio quando vediamo il celeberrimo Altare della Patria farsi sempre più vicino, ci accostiamo a un gioiello che passa completamente inosservato e rappresenta un vero outsider rispetto al patrimonio artistico della Capitale. La Galleria Doria Pamphilij non è un museo pubblico di sterminate dimensioni, ma una galleria privata dell’omonima famiglia, custodita in un palazzo nobiliare che è un concentrato di bellezza. 

Questa racconta la storia da collezionisti della stirpe dei Doria Pamphilij, che attraversa i secoli partendo dallo stile rinascimentale veneziano di Tiziano, passando per le forme perfette di Raffaello, fino ad arrivare alle pitture psicologiche di Diego Velazquez (che è un unicum ammirare in Italia).

L’epicentro della collezione è il seicento: i dipinti barocchi si sintonizzano con la sfarzosità della struttura e degli interni, dove affreschi e oro non lasciano alcuno spazio da riempire. Altresì, in contrasto ma in testimonianza del periodo, ammiriamo il meraviglioso naturalismo di Caravaggio in un suo esempio illustre: è suo il Riposo dopo una fuga in Egitto, forse il più mirabile dipinto del museo insieme al Ritratto di Papa Innocenzo X di Velasquez.

Vi riporto l’unica pecca di una galleria stupenda e sempre semivuota: è un filo cara rispetto ad altre attrazioni romane. Tuttavia, ne vale davvero la pena.

MERCATI DI TRAIANO

Terminata la visita alla Galleria, raggiungiamo finalmente Piazza Venezia, fino ad arrivare alle porte dei Fori Imperiali: la tentazione di entrare immediatamente nel sito è tanta (e certamente vi cederemo, a un certo punto). Tuttavia, il mio consiglio è di fare preliminarmente una piccola sosta ai meno celebri “Mercati di Traiano”.

Parliamo di un complesso archeologico meravigliosamente conservato, la cui presenza in questa lista è paradossale. 

Tuttavia, il motivo specifico per cui i Mercati di Traiano sono meno visitati l’ho già accennato, e certamente non è connesso alla posizione: sebbene infatti il sito fosse fattualmente collocato nel Foro di Traiano, ad oggi non è inserito nel percorso di visita dei “Fori Imperiali”, ma richiede un biglietto apposito (a pagamento) con ingresso separato.

Chiaro che, alla prima visita a Roma, l’attenzione sia immediatamente catturata dalla visita al Colosseo e ai Fori, seguendo il percorso principale, senza concedere spazio a quest’attrazione.

Parliamo non di un mercato (come suggerirebbe il nome), ma di un complesso polifunzionale di edifici pubblici e amministrativi disposti a mezzaluna, in un edificio in mattoni enorme e molto ben conservato. La struttura risulta architettonicamente rilevante, per l’uso sistematico del Laterizio, che diventerà il materiale costitutivo  privilegiato di molte opere di età imperiale.

Inoltre, i Mercati di Traiano sono recentemente entrati nella cultura pop: nell’ultima stagione di Emily in Paris, svoltasi a Roma, vengono utilizzati come ambientazione. Speriamo che l’esposizione mediatica possa attrarre sempre nuovi visitatori.

BASILICA DI SANTO STEFANO ROTONDO AL CELIO

A questo punto, dopo aver passeggiato per i Fori Imperiali, continuiamo esplorando il nucleo della Roma antica verso sud.

A due passi dal Colosseo, dirigendoci verso il Circo Massimo, sorge una delle chiese più peculiari di Roma, posta esattamente sul colle Celio. 

Ognuno di voi ha un immaginario e un’aspettativa su come le basiliche romane siano: barocche, sfarzose, sorprendenti, espressione di una Chiesa potente che, nei secoli, ha prodotto tantissimo. Ecco: immaginatevi la testimonianza più lontana da questo stesso immaginario.

Si tratta di una chiesa paleocristiana, edificata agli albori del Cristianesimo, a cavallo della caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

Le pareti sono spoglie, i mattoni visibili, l’atmosfera favorisce la contemplazione.

La vera unicità della costruzione è la pianta, organizzata ad anelli concentrici, attorno a delle colonne centrali: in origine era ancora più complessa, ma anche oggi resta mirabile. 

Nata per simboleggiare la perfezione divina- nessuna forma, d’altronde, la richiama come il cerchio- evoca una sensazione quasi centrifuga di spinta verso l’esterno.

Anche il ciclo di affreschi raffigurato sulle pareti è peculiare: un susseguirsi di scene di martìri rende l’impatto disturbante, ma ricorda ai fedeli il prezzo della fede e della cieca devozione a Dio. 

Lo spirito paleocristiano della costruzione è evidente, e fa respirare un’aria del tutto inedita se confrontata con altre basiliche romane.

BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA

Può suonare strano leggere questa tappa in un itinerario underground di Roma, poiché parliamo di una delle quattro basiliche papali per antonomasia (insieme alla Basilica di San Pietro, a quella di Santa Maria Maggiore e alla Cattedrale di San Giovanni il Laterano).

Tuttavia ci tengo a citarla per rivolgervi un monito: non tralasciate questa meraviglia perché scoraggiati dalla posizione.

 Infatti, seppur edificata nel quartiere Ostiense in una zona tutt’altro che centrale (alle porte dell’EUR), stiamo parlando di una delle basiliche più belle della capitale e, di conseguenza, d’Europa

Quindi, dal Celio camminiamo sino al Circo Massimo, ammirando un districarsi di verde, pini marittimi, e resti archeologici che certamente non lasciano indifferenti. Da lì, prendiamo la Metro B in direzione “Laurentina”, e scendiamo alla fermata di “San Paolo”, dalla quale la chiesa è immediatamente contigua.

La chiesa è stata edificata dall’imperatore Costantino, salvo poi essere distrutta da un incendio e ricostruita postuma. Tuttavia la riedificazione non ha sacrificato i suoi caratteri fondamentali: una gigantesca pianta a croce latina di stampo paleocristiano, che contiene 5 navate sorrette da una fila sterminata di colonne troneggianti. L’abside (che ospita la tomba di San Paolo) ospita un meraviglioso mosaico bizantino e dorato. L’oro viene richiamato nelle sfarzosissime cappelle secondarie barocche e il chiostro esterno è incredibilmente suggestivo. Un’atmosfera solenne e opulenta sbalordisce chi la visita, anche a fronte della tranquillità che si respira raffrontata alle altre basiliche papali: pochi sono i turisti per via della posizione, che si percepiscono come minuscoli di fronte alla maestosità della basilica. 

BONUS: Mausoleo di Augusto e Ara Pacis

Non le inserisco nel mio itinerario principale per la troppa notorietà, ma ci tengo a nominarvele considerando il momento che le opere stanno vivendo: il Mausoleo di Augusto ha recentemente riaperto a pieno regime, e certamente sarebbe negligente da parte mia non consigliarvi di sfruttare l’occasione. Inoltre, il Museo dell’Ara Pacis è letteralmente dall’altra parte della strada: vi invito a dedicarvi una visita, per ammirare lo splendido altare augusteo e i meravigliosi altorilievi che presenta.

****Nella foto: Basilica di San Paolo Fuori Le Mura – Roma

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