9 Maggio 2026

UN TÈ DELLE CINQUE A CASA BRIDGERTON

UN TÈ DELLE CINQUE A CASA BRIDGERTON

Commenti non richiesti da Mayfair

Abbiamo aspettato due anni, e intanto ci siamo rivisti l’intera serie (e pure lo spin-off). Speravamo che, questa volta, avremmo potuto sorseggiare tranquillamente un tè sul divano, indossando i migliori abiti della famiglia Bridgerton.

Invece siamo qui, sfatti da una sessione alle porte e da pile di libri, che commentiamo, piangendo, questa nuova stagione. Non lo negheremo: se Bridgerton ha rappresentato un faro in questa oscura disperazione, le avventure di un libertino che cerca moglie non sarebbero potute essere più movimentate.

Siamo sempre Sophia e Federico e, come avete capito, queste frivolezze (come qualsiasi cosa che ci distragga dallo studio) ci piacciono un sacco. Di opinioni su questa rivedibile rivisitazione di Cenerentola ne abbiamo parecchie, non tutte positive, e non vediamo l’ora di condividerle con voi.

Diamo il via alle danze!

Lady Whistledown

Voto: Leonessa da calamaio

Cari gentili lettori,

quest’autrice si è venduta alla corona. Perdendo l’anonimato, la nostra Lady Whistledown (ormai Penelope Bridgerton) ha dovuto sacrificare un po’ di libertà.

La rubrica scandalistica prende ormai la forma di un quotidiano filogovernativo: persino la svolta sociale che tenta di impartire scrivendo della rivolta dei domestici, capovolgendo per una volta la prospettiva, viene duramente repressa dalla regina perché non in linea con i suoi interessi.

Si ritira dalle scene perché, dopo aver velenosamente criticato l’alta società e tutti suoi membri per tre stagioni, proprio adesso che è riconoscibile, si sente tremendamente in colpa. Non ha più autonomia e depone, infatti, la penna: lascia il posto a un erede anonimo, che noi speriamo tanto essere un’altra Bridgerton (magari Violet, che sta riscoprendo il suo lato più libertino, o Hyacinth, che in attesa del suo grande amore commenterà la società matrimoniale dall’interno).

Violet e Lord Anderson

Voto: Uomini e Donne over

Una seconda primavera per Violet: sicuramente non ce la saremmo aspettati in questa veste (anche se quel corsetto le stava da Dio!).

Il giardino fiorito di cui parlava in Queen Charlotte è sbocciato: un campo sterminato di tulipani richiama l’attenzione di Lord Anderson. La vediamo nei panni di una padrona di casa piuttosto magnanima: per “prendere il tè” con il fratello di Agatha concede la serata libera a tutti i domestici.

Nel momento in cui, però, si prospetta la possibilità di un secondo matrimonio, Lady Bridgerton scappa: abbiamo finalmente capito da dove arrivano i problemi relazionali dei figli, per cui è sempre necessaria una stagione di convincimento prima di sposarsi con l’uomo o la donna ideale che incontrano nei primi cinque minuti della prima puntata.

Abbiamo visto che nel cast ufficiale della prossima stagione c’è il bellissimo figlio di Lord Anderson: siamo molto curiosi di sapere quale sarà il suo ruolo nella storia (visto che le figlie Bridgerton sono già quasi tutte predestinate…).

Lady Danbury e Queen Charlotte

Voto: Relazione tossica

Lady Danbury desidera far ritorno alla sua terra natia, ma la Regina non glielo concede.

Da qui si apre una partita a scacchi in cui il passivo aggressivo di Agatha, ripetuto e attaccante, sembra non toccare minimamente la Regina, che conserva il vantaggio di essere monarca per tutta la partita. Ha le redini del gioco a tutti gli effetti: Lady Danbury può punzecchiare e commuovere quanto vuole, ma Carlotta decide, e ha deciso di no.

L’unico modo per Agatha di venirne fuori è indire un cast per rimpiazzarla come dama di compagnia: individua la sua erede in Alice Mondrich, che inserisce nella sua tattica di gioco completamente inconsapevole (almeno finché non la vestiranno da barboncino).

Alla fine sarà proprio lei a sbrogliare, in modo machiavellico e alquanto surreale, la vicenda di Benedict e Sophie, conquistandosi il benestare della Regina, grazie al quale Lady Danbury potrà, finalmente, partire.

Ci mancherà molto, anche se siamo convinti che, in qualche modo, la rivedremo. (Sophia ha ovviamente già guardato tutti i confermati per la prossima stagione: si, la rivedremo.)

John e Francesca

Voto: Delicatezza

Di sicuro la parte più commovente della stagione (di certo una storia più emotivamente coinvolgente della storyline principale).

Il perno della storia di Francesca gira intorno al suo senso di inadeguatezza: l’angoscia di non essere una buona moglie e di non essere stata in grado di essere madre si sente, e la sentiamo anche noi. Il tema dell’infertilità è delicato, ma viene affrontato con il giusto tatto: la disperazione si vede ed è giusto così.

Nell’immensa tristezza del lutto di Francesca si inserisce Micaela: una cugina invadente di John. Nella prima parte della stagione era continuamente presente e ovunque ma, non appena la distanza emotiva con la giovane vedova si accorcia, Micaela scappa (letteralmente).

Visto il trailer della quinta stagione, tornerà (con gioia di molti e fastidio di altri.)

Benedict e Sophie

Voto: Sophie…be my mistress

La storia principale della stagione si articola cosi: Benedict bacia nella prima puntata l’unica donna asiatica di tutta Mayfair (anzi, ce ne sono quattro, ma le scarterà presto tutte). Passerà i restanti 7 episodi in una ricerca disperata: questa donna si rivela un ago nel pagliaio e lui proprio non riesce a trovarla.

Spoiler: lavorerà in casa sua per metà della stagione.

Mentre cerca la sua dama d’argento (così è vestita Sophie nel magnifico ballo in maschera che apre la stagione in casa Bridgerton), Benedict si innamora di lei.

Sophie è una domestica, e questo cambio di prospettiva ci piace: ci saranno, nel corso della stagione, tante tematiche legate alle dinamiche di potere nel consenso, che abbiamo apprezzato.

Tuttavia Benedict, figlio di una famiglia nobile il cui unico cruccio è stato farsi raccomandare dal fratello alla scuola d’arte, proprio non riesce a comprendere il problema. Così, il nostro eroe si lancia in una serie di prodezze: invita Sophie al cottage come ospite, le chiede di essere la sua amante, le propone di scappare insieme e vivere la loro vita nello stesso cottage sopra menzionato.

In tutto ciò Sophie, tra l’altro, non è una domestica, ma un’ereditiera di casa Penwood (la famiglia per cui lavora). Tuttavia, la matrigna (moglie del padre che l’ha avuta, a sua volta, con una domestica) gliel’ha nascosto, e lei non ha mai pensato di leggere il testamento. Insomma, tutti molto svegli e perspicaci in questa vicenda.

La questione si risolve con un magheggio di Alice Mondrich: Sophie, rivestita e addobbata a gran festa, viene presentata come una lontana cugina della famiglia Penwood: spiegazione surreale quasi quanto la storia in sé.

La regina lo capisce, ma è divertita, e lascia correre: anche qui, Carlotta decide, e ha deciso di si.

A conti fatti, questa stagione poteva durare due episodi.

Ad ogni modo apprezzatissimi i numerosi e originali metodi trovati dalla produzione per farci vedere Benedict Bridgerton seminudo quante più volte possibile.

Pettegolezzi sparsi

Un plauso a Shonda Rhimes per aver, finalmente, ribaltato il punto di vista della storia. Tanta attenzione ai ranghi più bassi, in questa stagione, e ai loro movimenti. La guerra dei domestici è stato un filone appassionante e nuovo: apprezziamo il palese tributo a Downton Abbey.

Tutti gli occhi sono Simone Ashley e Jonathan Bailey, che dopo essere diventati due star di Hollywood tornano a casa (anche se avremmo voluto che tornassero per più di due minuti sullo schermo). Tuttavia, portano con loro l’erede e il breve cameo è sufficiente per farci dimenticare l’insulso remake di Cenerentola che ci hanno propinato come storia principale.Aspettiamo solo di rivederli nella prossima stagione , anche per pochi secondi (ci basta un frame di Jonathan Bailey con la camicia bagnata in perfetto stile Mr Darcy.)

Abbiamo tenuto per ultimo l’avvenimento più iconico e rilevante della stagione: il ritorno di Cressida Cowper che riemerge dalle profondissime campagne gallesi nei panni della nuova Lady Penwood. Le sue pareti sono completamente dipinte di rosa e quasi distolgono l’attenzione dalle complesse architetture che erige sulla sua testa. La adoriamo, e la sua storia non poteva finire dalla zia Joanna. Attendiamo nuove da parte sua, con trepidazione.

Come avrete potuto vedere, la quarta stagione non è stata la nostra preferita. Attesa con ansia e altissime aspettative, queste sono state deluse per grande parte, salvate solo da alcune delle storie di contorno. Tuttavia, riconosciamo e lodiamo l’impegno nel raccontare e rappresentare una mascolinità diversa: più morbida, fragile e delicata.

Dopo l’annuncio di Shondaland si è concluso l’acceso dibattito su chi sarà la protagonista della prossima stagione: il trailer con Francesca e Micaela non lascia dubbi.

Ciò significa che, finalmente, avremo una stagione queer (anche se ce l’aspettavamo molto più da Benedict). Aperte le scommesse su quante donne, alla fine della serie, avranno lasciato i loro compagni per esplorare nuove prospettive.

Con grande rammarico, dovremo attendere altri 4 anni per la stagione di Eloise, la cui attrice (la bellissima Claudia Jessie Peyton ) avrà, a quel punto, 40 anni. La sezione trucco sarà molto impegnata a colmare la discrepanza che ci sarà con i 26 del personaggio.

In attesa di commentare insieme la prossima stagione (o chi lo sa, il prossimo spin-off?),

Sentitamente vostri,

Sophia e Federico

Ultimi articoli

VAISU

Potrebbero interessarti

“Non abbiam bisogno di parole”: il difficile equilibrio tra sogni e famiglia

“Non abbiam bisogno di parole”: il difficile equilibrio tra sogni e famiglia

Recensione di “Non abbiam bisogno di parole”: il percorso di