16 Marzo 2026

Sanremo starter pack

Articolo a 4 mani – Sophia Valente/Federico Ricci

(articolo satirico)

Opinioni non richieste dal divano

Anche quest’anno le ore davanti alla tv sono state lunghe, molto lunghe, e il sonno poco, molto poco. Abbiamo visto e sentito di tutto: splendide ballad, rap e rock sanremizzati, e perfino reggaeton che ha conquistato inaspettatamente qualcuno di noi (con qualcuno intendiamo Sophia); e poi abiti elegantissimi, abiti meno elegantissimi, Belen e Francesca Fagnani a
cantare sullo stesso palco, ma soprattutto tanta tanta musica.
Siamo Sophia e Federico, due dei redattori di Letterealmente: due studenti universitari che aspettano Sanremo come Natale.

Quest’anno abbiamo deciso di condividere con voi alcuni dei nostri commenti dal divano (i più gentili, quantomeno). Speriamo che non tutti siate d’accordo: il bello di Sanremo è proprio litigare per la classifica finale.
Buona lettura!
Disclaimer: avvertiamo i gentili lettori che tutti i nostri giudizi sono fortemente influenzati dall’effetto di mera esposizione. *

Fulminacci
Voto: Indiementicabile
La cantiamo dal primo ascolto. Fulminacci, nonostante la progressione metrica della strofa un po’ peculiare, ti entra in testa con il ritornello, che difficilmente dimentichi.
Il testo è molto carino, forse non uno dei suoi migliori, ma lui sul palco è stilosissimo.
Siamo felicissimi per il suo 7°posto: ottimo risultato, meritatissimo.
Tommaso Paradiso
Voto: col volume a cannone
Tommaso Paradiso fa Tommaso Paradiso, ma non dei giorni migliori. Brano identitario e tenero, che però non spicca per originalità nella musica o nel testo. La canteremo comunque tutti a squarciagola.
Ps: Federico ha cantato per una settimana “con il cuore a cannone”. Secondo noi avrebbe funzionato anche così.
Ditonellapiaga
Voto: Eurovision
Questo terzo posto: che fastidio! Non mentiremo: avremmo tanto voluto vederla calcare il palco di Vienna.
L’arrangiamento electro-pop è originalissimo, il testo è pungente, ironico e terribilmente catchy. I pezzi vintage valorizzano una voce pulitissima e un’attitude da diva. Vincitrice morale: iconica.
Chiello
Voto: -15 Fantapunti
Sound particolare e gradevole. Il testo, purtroppo, è qualcosa di già sentito e senza grandi guizzi. Il pezzo non è indimenticabile.
Rimane l’unico artista ad essere riuscito ad andare in negativo al FantaSanremo: comunque un primato.
Dargen D’Amico
Voto: ahi ahi
La canzone è come sempre interessante e il ritmo incalzante farebbe ballare anche i più scettici. Il posizionamento, però, è davvero troppo basso.
Forse complice la poca organicità di un testo ricco di allusioni sociali, il brano è difficile da capire.
Ci dispiace: Dargen, come sempre, meritava di più.
Michele Bravi
Voto: che dandy!
Si presenta sul palco elegantissimo: sicuramente i migliori abiti di questo Sanremo 2026. La voce è la sua, inconfondibile, e non può che essere emozionante. Il testo, purtroppo, nonostante funzioni benissimo sulla melodia, è un po’ sottotono per una penna come la sua.
Forse l’ha sentito anche il pubblico. Comunque, il 22° posto è decisamente troppo basso.
Leo Gassman
Voto: eyeliner sbavato
Lui ha talento e la voce è calda e importante. Il punto, però, è che il testo non funziona: si lascia cantare ma colpisce poco. La pretesa è quella di una ballad classica ed emozionante, le carte ci sono tutte, ma il risultato è un po’ deludente. Uno smokey eye con il “nero dell’eyeliner” un po’ sbavato.
Peccato.
Serena Brancale
Voto: lacrime, tante
Un po’ per il testo, di straordinaria profondità e poeticità, un po’ per il posizionamento: una fuoriclasse come lei che porta una ballad jazz non può arrivare a malapena in top 10.
Un vero peccato: non siamo stati in grado di apprezzare un’espressione musicale alta e pregevole. Almeno l’ha fatto la Sala Stampa.
Luché
Voto: bocciato (l’autotune)
Il testo non è male ed è funzionale all’intento del brano, ma la performance vocale è stata poco convincente. Purtroppo, l’autotune non era sufficiente.
Comunque, un brano coerente con la produzione di Luché. Forse con la sua fanbase avrebbe potuto puntare più in alto.
Bambole di Pezza
Voto: rock sanremese
Portano una rock ballad molto classica: sono bravissime e potenti, la canzone funziona, ma sono anni luce distanti dal punk rock femminista a cui ci hanno abituati. Forse era meglio non snaturarsi così tanto.
J-Ax
Voto: Old Town Road
Il pezzo country che porta sul palco è originalissimo. Fa della critica sociale in un genere che, di norma, richiama le radici celebrandole. La sua ironia pungente rende il brano irresistibile.
Stiamo parlando di una vera hit: ci siamo proprio divertiti.
RAF
Voto: per sempre si
Brano dolcissimo, voce bellissima, ma non un grande posizionamento: forse il risultato è un po’ ageé. Nonostante un’Italia con un tasso di divorzio sempre in aumento, in questo Sanremo le canzoni che parlano di amore eterno si sprecano.
Speriamo questa cosa possa rincuorare qualcuno.
Nayt
Voto: bonus Molise
Il testo è veramente ben scritto, con barre brevi e tantissime parole. Alla lettura sembra una filastrocca per via della frequente anafora, ma sul palco porta un flow con una bellissima struttura e una base che fa spiccare la scrittura.
Ci è piaciuto molto, non solo perché è molisano di origini, ma anche per la riflessione sull’identità personale.
Comunque, il bonus Molise è necessario: torna presto, ti aspettiamo!
Fedez e Marco Masini
Voto: Bella Stronza
Sono partiti da favoritissimi: la forza mediatica di Fedez in questo Sanremo non ce l’aveva nessuno.
Il pezzo funziona molto bene: Fedez fa Fedez e Masini fa Masini. Forse, dopo le prime serate, ci siamo accorti che la canzone l’avevamo già sentita l’anno scorso alla serata delle cover. Nella top five, decisamente la canzone meno originale.
Quinto posto meritato.
Levante
Voto: ci tremano le gambe
Richiama Saffo a gran voce nella prima strofa, rappresentando le sensazioni fisiche dell’innamoramento. Poi sboccia in un ritornello dalla progressione melodica inusuale e ipnotica. Scrive testo e melodia, e si sente.
La sua voce è una carezza balsamica per orecchie e anima.
Un quattordicesimo posto premia una canzone per niente sanremese, ma stupenda.
Ermal Meta
Voto: coraggioso
Il riferimento alla questione palestinese è piuttosto esplicito, e noi ammiriamo la presa di posizione in un festival che tende all’apoliticità: uno splendido uso di un palco così importante.
Il testo, pur rischiando di scivolare nella retorica, risulta credibile anche sostenuto da una melodia mediterranea e da una produzione arabeggiante: molto molto particolare.
Apprezzatissimo il velato tributo a “La Canzone di Marinella” sul finale.
Arisa
Voto: let it go
La sua voce è meravigliosa, e tocca delle note che quest’anno all’Ariston non abbiamo sentito.
Il pianoforte sulla strofa è elegantissimo; il ritornello, invece, ci aspettiamo di sentirlo nel prossimo live action della Disney.
Nel contesto sanremese ballad coinvolgente e riuscita: non a caso, si è assicurata il quarto posto.
Sayf
Voto: tu ci piaci tanto
Che ventata di aria fresca! Un testo che sembra scritto da Ghali su un arrangiamento alla Max Gazzé. Ironico e sociale: un elogio all’Italia che nasconde (ma neanche troppo) una critica alle sue contraddizioni e alla tendenza del suo popolo alla superficialità.
Il secondo posto è meritatissimo. Era un po’ che non si vedeva tanto bel jazz sul palco di Sanremo.
Eddie Brock
Voto: lui è un avvoltoio ma non è me
Il testo è un lamento per il rifiuto di una donna che si innamora di un uomo “avvoltoio”.
L’intonazione è precaria e la musica è molto simile alla sua famosa “Non è mica te”.
Non apprezziamo le soluzioni testuali, che, purtroppo, ci appaiono ricalcare degli stereotipi velatamente patriarcali.
Un’ultima posizione che condividiamo.
Enrico Nigiotti
Voto: gambler fallacy
Portare una canzone senza ritornello a Sanremo è certamente un azzardo, ma a noi non interessa. Il testo è ben scritto, ma non poteva arrivare più in alto con queste premesse.
Bello, ma non Sanremese. Ad ogni modo, a noi è piaciuto molto.
Samurai Jay
Voto: Mueve la Colita
Siamo prontissimi a sentirla in tutti i lidi d’Italia per tutta l’estate. Occasionalmente, il reggaeton a Sanremo ha funzionato: il posizionamento lo conferma.
Patty Pravo
Voto: cantami o Diva
Il testo è veramente ambizioso: bellissimo, con i suoi riferimenti ai proemi dei poemi omerici, ma si scontra con una musica già sentita e una Patty Pravo non al meglio.
D’altronde, una signora della musica italiana come lei ha già ampiamente dimostrato la sua grandezza.
Eterna.
Elettra Lamborghini
Voto: guilty pleasure
Porta sul palco di Sanremo la sfumatura dance che ci immaginavamo. L’esibizione è curata, superiore alle aspettative. Il testo, invece, è esattamente quello che ci si attendeva, con un pizzico di delusione per non aver avuto un nuovo “te amo, te quiero, tequila”.
Lei è simpaticissima.
Francesco Renga
Voto: decennio sbagliato
Renga pur a fronte di una performance vocale notevole (forse la sua migliore degli ultimi Sanremi), continua a portare la stessa tipologia di canzone, che, come abbiamo potuto vedere, non funziona più.
Quantomeno il suo pubblico sarà soddisfatto.
Tredici Pietro
Voto: apri tutte le porte
La parte rappata non è delle migliori, ma si riprende bene nel ritornello. La voce è bella e dà intensità ad un testo altrimenti non eccessivamente creativo né ben strutturato nella strofa.
Forse dovrebbe puntare un po’ di più sul cantato: gli viene bene.
Il sedicesimo posto non è male: speriamo gli “apra tutte le porte”.
Malika Ayane
Voto: groove notturno
Porta un pezzo pop-funky che la rivela in una veste completamente nuova.
La coreografia con il filo del microfono era evitabile, ma lei canta benissimo e il suo timbro sta perfettamente sul groove.
Fantastica.
Maria Antonietta e Colombre
Voto: Cuoricini
Bellissimo testo, con grande potenziale. Loro sono molto carini, ma musica ed esibizione, purtroppo, sembrano una cover dei ComaCose dello scorso anno e si sposano male con la profondità del testo.
Un vero peccato.
Mara Sattei
Voto: promossa
Il testo è un po’ banale: sembra abbiano fatto un collage di tante belle canzoni d’amore. Lei, però, è bravissima: il canto è preciso e l’emozione ci arriva.
Tutto sommato, ci è piaciuta.
LDA e AKA7even
Voto: I FantaRe
Il testo ci piace e la musica pure: funzionano benissimo, il pezzo latin più riuscito di quest’anno.
Sul palco c’è intesa e loro cantano bene: l’esibizione è divertentissima e fa ballare e cantare tutti, soprattutto chi li ha al FantaSanremo.
Peccato che Sophia li avesse in panchina.
Bellissima sorpresa.
Sal Da Vinci
Voto: Matrimonio a prima vista
“Rossetto e caffè” diventa una marcia nuziale che conquista il cuore di tutti (come ha conquistato il nostro nella sua intervista che trovate qui).

La sentiremo per i prossimi 15 anni in tutti i programmi di Real Time.
Non vediamo l’ora di rivedere la sua iconica coreografia sul palco dell’Eurovision.
Hit pazzesca.

*È ormai da giorni che entrambi cantiamo TUTTE le canzoni di questo Sanremo in modo sguaiato e vergognoso, anche quelle che abbiamo criticato. Come mai? La risposta ce la dà, puntuale, la psicologia. L’effetto di mera esposizione ci dice che più siamo esposti a uno stimolo, più cresce la nostra preferenza o tolleranza a quello stesso stimolo.
In altre parole, quando sentiamo per una settimana 30 canzoni a ripetizione, i nostri gusti musicali si annullano, e diventa tutta una grande festa di “poesie clandestine” e “come un’ossessione stanotteee”.
È inutile che fate finta di niente: anche voi vi siete ritrovati a urlare insieme a Masini il ritornello della canzone senza sapere perché. Vi abbiamo visti.
Ad ogni modo, abbiamo cercato di mantenere una certa oggettività nelle recensioni, alternando giudizi entusiastici genuini a parziali critiche.
Al momento, comunque, le amiamo pressoché tutte.

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