PALERMO: IL RACCONTO DEL MEDITERRANEO


Itinerario di 6 tappe per immergersi in un mosaico di culture, popoli e tradizioni artistiche

Certamente, la Sicilia è una terra che non ha bisogno di presentazioni: tutti conosciamo e ammiriamo il suo patrimonio in termini di arte, cibo, cultura, mare e bellezze naturali. Si tratta di un territorio che, a mio avviso, non può non mettere di buon umore. Cardine della Magna Grecia prima e culla del barocco siciliano poi, vanta una tradizione letteraria che va dalla Scuola Siciliana del XIII secolo, passando per le straordinarie novelle di Verga e il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, fino ai romanzi di Sciascia e alle poesie di Quasimodo.

Insomma: la Sicilia ha bellezza e cultura nel proprio DNA, da sempre.

Eppure, il capoluogo di questa magnifica isola risulta essere, secondo un rapporto ISTAT del 2023, solo il ventottesimo comune più visitato in Italia.

Questo appare bizzarro, dal momento che Palermo non solo è stata una delle città centralissime del Regno delle due Sicilie prima e del Sud Italia poi, ma è anche la quinta città più popolosa ed estesa di tutta la penisola.

Infatti, nella narrazione che il senso comune fornisce della città, pur riconoscendone una dimensione folkloristica importante, data anche dai celeberrimi mercati di Ballarò e Vucciria, manca spesso un focus sulla ricchezza culturale palermitana.

Del resto, la città possiede una stratificazione straordinaria, che pochissime altre in Italia e nel resto d’Europa possono vantare; Palermo è stata fenicia, romana, bizantina, araba, normanna, spagnola e, infine, italiana post unità.

Sono proprio queste civiltà che hanno contribuito a costruire un racconto che si dipana attraverso i secoli: si tratta di un vero e proprio mosaico di culture e tradizioni artistiche differenti, che hanno plasmato uno dei posti più peculiari del Mediterraneo.

È proprio questo aspetto che desidero rendere visibile ed evidente con l’itinerario che vi propongo: le canoniche 6 tappe che vi suggerirò apparterranno ciascuna a una tradizione culturale o architettonica differente, in modo da farvi apprezzare la varietà che il capoluogo siciliano vanta.

Auspicando di farvi assaporare parte della storia di questa città meravigliosa, organizzerò le tappe non cronologicamente, ma indicandovi un ordine spaziale di visita. Sarà fattualmente un salto avanti e indietro nella storia e nei secoli, che poche realtà potrebbero restituirvi come Palermo.

  1. TEATRO MASSIMO

Si tratta del teatro più famoso della città, realizzato in epoca post-unitaria (fine 1800). È il più scintillante esempio di neoclassicismo palermitano, nonché il teatro lirico più grande in Italia. Una scalinata imponente con statue bronzee di leoni alla base conduce a un gigantesco pronao con colonne corinzie, che ci fa apprezzare tutto l’equilibrio, l’armonia e la maestosità della costruzione. L’interno è spettacolare: da segnalare l’affresco a soffitto che ritrae le Arti sorelle e le tante decorazioni liberty di Ernesto Basile. Queste testimoniano l’ecletticità del periodo in cui il monumento viene realizzato, dove si integrano elementi classici ad altri moderni.

Non può esserci inizio migliore nell’esplorare l’eclettismo artistico di Palermo.

2. MUSEO ARCHEOLOGICO ANTONIO SALINAS

Il balzo indietro nel tempo è notevole: parliamo di un museo archeologico tra i più rilevanti della Sicilia, terra che si è sicuramente fatta apprezzare come territorio illustre della Magna Grecia.

Una struttura rinascimentale ospita una collezione di arte antica, che documenta tutte le civiltà transitate sull’isola: vi sono reperti greci, fenici, punici e tardo antichi.

Il vero capolavoro della collezione sono le Metope di Selinunte, bassorilievi fondamentali per lo sviluppo del linguaggio figurativo greco.

3. I QUATTRO CANTI

Cuore del barocco palermitano e centro nevralgico della città, sorgono all’incrocio tra le centralissime via Maqueda e via Vittorio Emanuele.

Posti ai quattro angoli di una piazza ottagonale aperta, presentano statue e fontane vistose di tradizione barocca.

Tutti e quattro si articolano su tre piani: il primo è costituito da fontane che simboleggiano i quattro principali fiumi di Palermo; il secondo, invece, ospita le statue delle quattro stagioni, mentre il terzo raffigura i quattro re spagnoli che hanno governato la Sicilia.

Siamo in un clima di Controriforma e di dominazione spagnola dove, in continuità con quello che accade in Italia e in Europa, il barocco fiorisce e diventa espressione di potere e opulenza.

4. PIAZZA PRETORIA

IlRinascimento non è stato certo il periodo più florido della cultura palermitana, eppure questa magnifica piazza si sviluppa attorno a una delle fontane rinascimentali più rilevanti in Italia: la Fontana Pretoria.

Perché? Ebbene, una spiegazione esiste: questa infatti viene realizzata dallo scultore fiorentino Camilliani, commissionata da Don Luigi da Toledo, per la sua residenza di Firenze. Il senato palermitano la acquista nel corso del XVI secolo, posizionandola in una piazza centralissima della città. Questo ci permette di apprezzare un po’ di Firenze nel capoluogo siciliano, arricchendo una città che già non manca di varietà.

5. CATTEDRALE DI PALERMO

Forse il simbolo più pregnante della stratificazione culturale di Palermo, nonché cattedrale visivamente unica nel suo genere.

Nasce come chiesa paleocristiana, viene ricostruita in epoca bizantina, diventa poi una moschea araba e conclude come cattedrale normanna.

Inoltre si evolve come un vero e proprio mausoleo, ospitando tombe illustri e guadagnandosi l’appellativo di “Pantheon della Sicilia”.

La struttura è enorme, unica nel suo genere, e pullula di decorazioni arabo-normanne. Emergono anche influenze gotico-catalane, che sono ravvisabili in molti accorgimenti e negli archi ogivali disseminati sulla struttura.

Insomma: parliamo di un mosaico di culture, storie e modi di fare arte diversi, che la rende imparagonabile a qualunque altra cattedrale.

6. PALAZZO DEI NORMANNI

Rimaniamo nel Medioevo: la Palermo araba subisce la dominazione normanna.

È così che la fortezza araba di Al-Qasr diventa una delle residenze reali più antiche d’Europa, quella di re Ruggero II (oggi conosciuta come “Palazzo dei Normanni”). Questa è oggi ancora in uso e ospita l’Assemblea Regionale Siciliana.

Merita certamente una visita, anche a fronte della presenza, al suo interno, della Cappella Palatina, attrazione più celebre e iconica di Palermo. Vi sembrerà di essere immersi in un mare d’oro apprezzando i numerosi mosaici bizantini che la ricoprono completamente, capaci di lasciare i visitatori a bocca aperta. Una chicca sono anche i soffitti in legno intarsiato di origine squisitamente araba, che congiungono tutte le tradizioni artistiche di questo luogo, così pieno di storia.

Come sempre, il mio articolo non restituisce totalmente la bellezza e la varietà della città, ma è funzionale alla narrazione che volevo condurre.

Troverete, se lo desiderate, tanti altri esempi che appartengono alle tradizioni artistiche sopracitate, o che ne introducono addirittura altre. Vi segnalo, su tutte, le Catacombe dei Cappuccini, la Chiesa del Gesù (gioiello del barocco e della Controriforma spagnola) e la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti (di origine arabo-normanna).

  • Foto di Federico Ricci : La Cattedrale di Palermo

Ultimi articoli

PILLOLE DAL MONDO PER I GIOVANI

Le notizie della settimana per i giovani: scuola più digitale, nuove borse di studio, incentivi al lavoro, cultura accessibile e servizi educativi potenziati.
VAISU

Potrebbero interessarti

PILLOLE DAL MONDO PER I GIOVANI

Le notizie della settimana per i giovani: scuola più digitale,

Il cinema sociale interrompe l’anestesia visiva

Il cinema sociale educa i giovani a vedere davvero: sottrae