1 Dicembre 2025

Editoriale del Direttore Responsabile

Quel maledetto quaderno

“QUEL MALEDETTO QUADERNO”

“La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre.”
Albert Einstein

IL RICORDO E LA RESISTENZA

Ancora lo vedo mentre vola giù dal terzo piano.

Il mio quaderno, sbeffeggiato e umiliato assieme a me, davanti alla classe ammutolita e spaventata..

Il motivo? Una relazione di Scienze scritta in modo troppo forbito, inusuale, diversa dal sentimento della Professoressa di turno.

Chissà cosa l’aveva spinta a un gesto così fortemente diseducativo. Ho ipotizzato per molti anni i motivi, senza giungere a nessuna risposta sana o fin troppe malsane.

Nonostante tutto, ricordo però altrettanto bene che mai per un momento, questo fatto e altre ingiustizie o prevaricazioni, mi hanno spinto a deragliare dai concetti di motivazione, resistenza e volontà di crescita personale.

LA PASSIONE COME CARBURANTE

In una personalità giovane e più fragile una violenza psicologica e simbolica del genere (il quaderno rappresenta il lavoro e l’impegno dell’alunno; distruggerlo o disprezzarlo pubblicamente è un modo per svalutare la sua persona e il suo ruolo) avrebbe potuto innescare processi parecchio pericolosi di destabilizzazione emotiva, frustrazione, riduzione del proprio valore personale, autosvalutazione, resa.

La mia passione per l’esplorazione (anche lessicale) non ha dunque mai vacillato nemmeno per un attimo. Essa, non era e tutt’ora non è da intendersi snobismo comunicativo, più verosimilmente è stata ed è tutt’ora una forma mentis che mi accompagna quale carburante di una curiosità che ho visto essere utile alla evoluzione personale, alla professione, alle competenze, alla consapevolezza, alla espansione della coscienza; ovvero alla sensibilità, all’apertura mentale, all’attenzione verso l’ambiente nel quale viviamo e vivremo.

Ansia (positiva) di conoscenza e forza interiore diventano così strumenti d’approfondimento e solidità che avvicinano alla ricerca della miglior versione di sé, quale condizione esistenziale dell’Uomo, sempre proteso verso ciò che non sa e, di conseguenza, proiettato all’evoluzione.

Con questa premessa necessaria al focus delle dichiarazioni seguenti, vorrei introdurre la predisposizione d’animo che mi spinge a entrare con notevole entusiasmo e riconoscenza verso chi ha pensato a me come compagno di progettualità e, non ultimo, trasferire il profondo senso di responsabilità che metterò a disposizione in favore di questo alto e formativo compito  editoriale; qual’ è un giornale nel quale dare eco alla voce giovanile.

LA SCUOLA, UN MOMENTO CARDINALE

La scuola è un momento cardinale nella vita del o della giovane. Uno dei primi.

E’ luogo d’impegno, confronto, studio, crescita umana e sociale, relazione, strutturazione, divertimento, esperienze, amicizia, molto altro e, perché no, pure di difficoltà che determineranno chi sarai, a seconda di come affronterai tutto questo enorme potenziale necessario alla vita futura. 

Il progetto di un Giornale è uno strumento prodigioso per poter esprimere e condividere il proprio mondo interiore attraverso la creatività personale, il pensiero libero, l’espressione di se stessi, la conoscenza e quant’altro sarà capace di tirar fuori da ognuno/a.

E’ una tela bianca sulla quale creare “Il proprio disegno“.

IL GIORNALE, PALESTRA DI VITA

Quindi, fra disorientamenti, imprevisti, fiducia, conoscenza di sé e spirito d’avventura, questa palestra di vita e di pensiero può essere una valida alleata presente e futura; indipendentemente da ciò che il destino vi riserverà. L’autorevolissima citazione iniziale è un buon suggerimento relativo all’affronto dell’appena detto.

Non sarà tempo perso, mai. Starà in voi, capitalizzare al meglio tutto ciò che avrete a disposizione nei momenti della vostra vita.

Vogliate vedere questa esperienza come occasione e arma utile, sempre disponibile, per diventare: i cittadini consapevoli del futuro, persone libere e open mind, anime coraggiose capaci di trasformare le cicatrici in forza, sognatrici-sognatori, creative-creativi, comunicatrici-comunicatori, conoscere e conoscersi, evolvere.

CONCLUDENDO

Con questa visione e coscienza accolgo il progetto umano ed editoriale basato su apertura, competenza e fervore inesauribile. Un percorso soprattutto umano, che spero possa diventare un’altra determinante esperienza anche per me: fondamentale per quella formazione continua che è imparare dalle nuove generazioni.

Stefano Grimaldi

Stefano Grimaldi

Giornalista ed editorialista con oltre vent’anni di esperienza nella direzione di giornali e sistemi editoriali digitali. Co-fondatore di società per la cooperazione internazionale, è attivista sociale e conferenziere.

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