Viviamo in una società che va di fretta. Le nostre giornate si susseguono scandite da lavoro, scuola, orari, scadenze, impegni da rispettare.
La vita sembra quindi ridursi a una sequenza di obblighi e responsabilità, a tal punto che il tempo diventa qualcosa da non dover sprecare.
Forse ne abbiamo perso la vera concezione, sopraffatti dalle responsabilità, e dimenticandoci la cosa più importante: lo spazio per noi stessi.
La causa per cui a volte non si riesce a prendere un momento per sé non è il tempo che manca, che scorre troppo velocemente, ma il modo in cui lo concepiamo, perché abbiamo imparato a viverlo solo dall’esterno.
Sant’Agostino, filosofo medievale, riesce nonostante la differenza del contesto e del periodo in cui ha vissuto, a offrire una visione alternativa su questo argomento.
Alla domanda “cos’è il tempo” ? Egli risponde:
“Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”.
Questa frase, in realtà, rappresenta una sensazione che probabilmente abbiamo tutti, ovvero quella di non saper spiegare a parole e agli altri ciò che pensiamo; se proviamo a farlo sembra che stiamo dicendo cose senza senso e non ci sentiamo compresi.
Sant’Agostino, tuttavia, riesce a esporre il concetto di tempo in modo semplice e chiaro, ma soprattutto ponendo l’attenzione su come lo percepiamo.
Lo strumento che misura il tempo non è uno strumento, come un orologio o un cronometro, bensì per Agostino è l’anima. Individua il suo percorso con una distensione da ciò che è passato fino al futuro, passando per il presente.
Si può immaginare come una semiretta che ha un inizio e una fine. L’anima unifica queste tre dimensioni ed è in grado di viverle insieme: il passato lo vive nella memoria, il presente in un istante e il futuro nella propria mente, grazie all’immaginazione.
Se guardiamo la società contemporanea, troviamo una grande mancanza di attenzione verso la nostra interiorità. Viviamo proiettati in avanti, concentrati su obiettivi da raggiungere, su ciò che dobbiamo diventare. L’ascolto di noi stessi e l’anima vengono messi in secondo piano, e la fretta costante non permette di soffermarci sul presente.
Agostino sposta la concezione di tempo all’interno, ricordandoci che non è uno scorrere di eventi, ma un’esperienza soggettiva dell’anima. Mentre la fretta moderna è una perdita di interiorità, il tempo agostiniano si può considerare una chiave alternativa e un invito a recuperare l’attenzione, l’ascolto di sé, l’attesa e la memoria.